irpef 2024

La flat tax incrementale e l’acconto IRPEF 2024

I soggetti che decideranno di applicare la flat tax incrementale, con riguardo al reddito conseguito nel 2023, dovranno porre molta attenzione nel calcolare gli acconti dovuti ai fini dell’IRPEF e delle relative addizionali per il 2024, in quanto è necessario considerare come imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata senza applicazione della flat tax (art. 1 comma 57 della L. 197/2022).

Possono applicare la flat tax i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che non applicano il regime forfetario. L’imposta agevolata al 15% si applica sulla differenza tra il reddito d’impresa e di lavoro autonomo professionale dichiarati nel 2023 e il reddito più elevato conseguito nel triennio 2020-2022. A questa differenza va tolta la franchigia del 5%, calcolata sul reddito più alto del triennio di riferimento con una base imponibile che deve essere al massimo di 40.000 euro.

La flat tax incrementale, all’interno del modello REDDITI PF 2024, va liquidata nella sezione II del quadro LM, mentre l’ulteriore quota di reddito non soggetta a imposta sostitutiva (l’importo eccedente il limite di 40.000 euro come base imponibile), confluisce nel reddito complessivo e si applica la tassazione progressiva ai fini IRPEF, senza considerare la parte di reddito assoggettata alla flat tax incrementale (art. 3 comma 3 lett. a) del TUIR).

Come sopra anticipato, per determinare gli acconti dovuti ai fini dell’IRPEF e delle relative addizionali per il periodo d’imposta 2024 si deve considerare, come imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata senza applicazione della flat tax.

Per fare un esempio, vediamo il caso di un professionista che decide di applicare la flat tax incrementale con questi dati: 

  • Reddito di lavoro autonomo conseguito nel 2023: 80.000 euro;
  • Reddito più elevato del triennio 2020-2022: 50.000 euro;
  • Differenza tra reddito 2023 e reddito più elevato del triennio: 30.000 (80.000 – 50.000);
  • Franchigia del 5% calcolata sul reddito più elevato del triennio: 2.500 (50.000 x 5%);
  • Imponibile sui cui applicare la flat tax incrementale: 27.500 (30.000 – 2.500);
  • Reddito soggetto a IRPEF: 52.500 euro (80.000 – 27.500);
  • Oneri deducibili dal reddito complessivo IRPEF: 5.000 euro;
  • IRPEF lorda da indicare nel rigo RN5 del modello REDDITI PF 2024: 13.525 euro;
  • Oneri detraibili: 10.000 euro;
  • RN34 modello Redditi: 3.525 euro (acconto dovuto a titolo di acconto IRPEF per il 2024).

Senza applicazione della flat tax incrementale invece, a parità di reddito di 80.000 euro e oneri deducibili, l’IRPEF lorda relativa al 2023 sarebbe di 25.150 euro. Con oneri detraibili sempre pari a 10.000 euro, l’importo da indicare nel rigo RN61, colonna 4 del modello REDDITI 2024 PF a titolo di acconto IRPEF 2024, sarebbe di 15.150 euro.

L’imposta potrebbe essere ridotta solamente adottando il criterio previsionale, sulla base dell’IRPEF che si presume dovuta per l’anno in corso (al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute subite). 

Per concludere, l’imposta soggettiva non è soggetta all’obbligo di versamento in acconto, in quanto la flat tax incrementale si applica solo per 2023.

Categoria
imposte

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